L’impianto è stato installato in una cavità della montagna, scavata in passato per scopi militari, e collegato allo spazio di produzione tramite delle gallerie.
Lo spazio ridotto, sia in altezza che in larghezza, ha influito non poco sul design del progetto: l’ufficio tecnico di Simem ha lavorato in stretto contatto col committente Kibag per riuscire a rispettare gli standard di performance richiesti ma anche i livelli di sicurezza e la capacità di manutenzione.
Il cantiere si trova ad una latitudine di oltre 1000 metri sul livello del mare, circondato dalle Alpi svizzere: le condizioni atmosferiche e le temperature sotto lo zero, hanno condizionato non poco il layout dell’impianto.
Da qui la necessità di stoccare molto materiale aggregato per evitare problemi logistici durante le prolungate nevicate svizzere.
Inoltre, SIMEM ha studiato un apposito sistema che permette di riscaldare l’impianto tramite dei soffianti alimentati ad elettricità: in questo modo sia l’acqua sia gli aggregati evitano il congelamento e le risorse energetiche vengono ottimizzate.
Anche dal punto di vista dell’installazione le sfide non sono mancate: l’imponente struttura è stata posizionata all’interno di uno spazio angusto, con ridotti spazi di manovra e ridotto margine di errore, con possibilità di stoccaggio degli elementi ridotta al minimo.
Anche in questo caso, SIMEM è riuscita a trovare una soluzione ideale, sfruttando la tecnologia del 4D: un modello tridimensionale che unisce anche la componente temporale. In questo modo è stato possibile studiare la strategia migliore per pianificare l’ordine dell’installazione in cantiere, spostando ogni pezzo all’interno del tunnel, adattando di conseguenza la logistica delle spedizioni e, di riflesso, la produzione in fabbrica.
La chiusura del progetto è prevista per il 2030, fino ad allora l’impianto avrà prodotto più di 500 mila metri cubi di calcestruzzo grazie agli impianti di betonaggio ideati e prodotti nel sito di Minerbe a Verona.








