La diga di Cumbidanovu in Sardegna: un’infrastruttura per il territorio e le comunità locali grazie al contributo degli impianti Simem

L’opera finale: una diga da 13 milioni di metri cubi d’acqua

La diga di Cumbidanovu è un progetto situato in Sardegna nel territorio di Orgosolo (Nuoro) lungo il fiume Cedrino.
Si tratta di una diga in calcestruzzo a gravità zero con una capacità dell’invaso di circa 13.3 milioni di metri cubi di acqua con una portata continua di 50 litri al secondo.

L’opera è stata inserita nel Sistema Idrico Multisettoriale della Regione Sardegna: la funzione principale infatti è quella di fornire acqua per irrigare circa 2800 ettari di terreno agricolo circostante e, in parte minore, per usi industriali e per la fornitura di energia elettrica.
Dopo numerose interruzioni sia per cause burocratiche che naturali (il cantiere è stato distrutto nel 2013 a causa del ciclone Cleopatra), nel 2024 la ditta costruttrice ICM di Vicenza si è aggiudicata l’appalto per proseguire i lavori e portare l’opera a compimento.

Il cantiere e le sue sfide: spazi ridotti, alte prestazioni

Le sfide principali di questo cantiere sono state il ridotto spazio a disposizione per l’installazione dei macchinati, vista la conformazione geologica del territorio circostante, e la necessità di produrre il calcestruzzo direttamente sul sito della diga.

Uno scenario già sperimentato numerose volte da Simem che può annoverare tra i propri traguardi numerosi progetti per lo sviluppo idroelettrico internazionale: dalla Nam Theun Dam in Laos, alla Changuinola Dam di Panama e l’incredibile Renaissance Dam in Etiopia, la cui costruzione si è conclusa proprio nel 2025 dopo ben 16 anni di lavori.

Dalla fine degli anni ’90 infatti Simem è riuscita a costruirsi basi solide ed accumulare esperienze di valore per fare proprie le tecnologie e le applicazioni di questo specifico comparto del mondo delle costruzioni e confermarsi quindi come partner affidabile ed esperto.

Impianto di calcestruzzo completo: efficiente e pronto all’uso

Per la produzione di calcestruzzo, Simem ha fornito un impianto Eagle 5000 completo di sistema di caricamento da terra con tramogge semi-carrabili. Il mescolatore è un doppio asse Simem di nuova generazione modello Rhyno.
Per quanto riguarda il gruppo inerti, si tratta di un sei scomparti completamente tamponato (l’altezza complessiva sfiora i 13 metri e mezzo).

L’impianto dispone di diversi elementi accessori che lo rendono completo e performante:

  • Tamponamento esterno contro intemperie e temperature elevate
  • L’impianto è equipaggiato di bilancia pesatrice ghiaccio per il controllo della temperatura del calcestruzzo, in considerazione delle alte temperature durante il periodo estivo
  • 5 silos per i leganti completi di coclee dosatrici
  • Plug&Mix”: sistema containerizzato all’interno della quale sono presenti tutti gli elementi per il corretto funzionamento dell’impianto come quadri elettrici, pompe acqua ed additivi, compressore e quadro di distribuzione. Grazie al quadro di distribuzione il cliente dovrà solo fornire la tensione elettrica ad un singolo punto dell’impianto.
  • Sistema completo per il riciclaggio dei calcestruzzi residui BetonWash, filtropressatura delle acque sporche WaterWash e PH correttore, per un recupero totale delle acque di processo.

Tecnologia SIMEM al servizio delle grandi infrastrutture: doppio sistema di distribuzione

Gli aggregati vengono scaricati direttamente sulle due tramogge di ricevimento semi-carrabili con capacità di 25 metri cubi ciascuna; il materiale passa poi al nastro inclinato di 30 gradi, con una lunghezza di 25 mt: lungo tutto il nastro è presente una passerella di sicurezza per ispezione e manutenzione. il ricarico delle vasche di stoccaggio inerti.
Il gruppo inerti è un Nexus a sei scomparti, con una bocchetta doppia per scomparto, e con un volume di 336 metri cubi, garantisce un grande accumulo di stoccaggio ed un’ottima precisione di pesatura.

Il mescolatore è un doppio asse Rhyno 5000 con resa in calcestruzzo da 3.3 metri cubi completo di sensore temperatura calcestruzzo e filtro polveri.

La particolarità di questo impianto studiata da Simem è il sistema di movimentazione meccanico allo scarico del calcestruzzo: l’impianto può inviare il calcestruzzo prodotto in prossimità delle spalle della diga, oppure caricare le autobetoniere.

Dal mescolatore, infatti, il calcestruzzo passa in una benna mobile di ricevimento che grazie a delle rotaie riesce a spostarsi orizzontalmente. La vasca può caricare su un ulteriore nastro di lunghezza 60 metri nel caso in cui il materiale venga spedito direttamente alla diga; in alternativa se fossero presenti delle betoniere, la benna si sposta per lasciare spazio ai mezzi che caricano direttamente dal cono di scarico.

Questo sistema è stato studiato ad hoc su richiesta ICM: l’impianto risponde alle necessità del committente di disporre di un altro grado di automazione dei diversi passaggi, oltre al dover efficientare il poco spazio disponibile grazie ad uno stoccaggio verticale elevato ma con impronta ridotta.

Come il calcestruzzo può diventare la soluzione per ridurre le emissioni di CO2 nelle costruzioni

Il settore delle costruzioni, considerando sia la produzione dei materiali che la realizzazione degli edifici, è responsabile di circa il 37% delle emissioni globali di CO₂ legate all’energia e ai processi industriali (fonte: IEA), rappresentando quindi uno dei comparti più inquinanti a livello ambientale.

Questa situazione è dovuta a diversi fattori:

Produzione e trasporto delle materie prime

Enormi quantità di CO2 vengono emesse durante la produzione di materiali come cemento e acciaio, spesso trasportati su lunghe distanze.

Temperature elevate

I forni per la produzione di clicker operano a temperature elevate (>1400 °C), così come i forni delle fonderie per la produzione di acciai (che superano i 1400-1500 °C). Tali temperature sono difficili da raggiungere con fonti rinnovabili o elettrificazione convenzionale.

Processi industriali difficili da decarbonizzare

La produzione di cemento, acciaio e calce rilascia molta CO₂ non solo per l’energia usata (spesso fossile), ma anche dalle reazioni chimiche intrinseche: ad esempio, la calcinazione del carbonato di calcio per produrre clinker libera inevitabilmente grandi quantità di CO₂.

Materiali difficili da sostituire

Cemento, acciaio, alluminio e vetro hanno proprietà uniche (resistenza, durabilità, sicurezza strutturale) che rendono complesso sostituirli con alternative a basso impatto su larga scala.

Domanda in crescita

La spinta globale verso l’urbanizzazione e lo sviluppo infrastrutturale fa sì che il settore continui a crescere; quindi, una riduzione in termini percentuali, non si traduce in una riduzione in termini assoluti.

Tecnologie di decarbonizzazione non ancora mature o costose

Soluzioni come cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS/ CCUS), idrogeno verde o nuovi leganti a basse emissioni sono promettenti, ma non sono ancora scalabili né economicamente competitive su larga scala.

Quali iniziative sono state attivate dai player del settore del calcestruzzo?

Le maggiori istituzioni di settore, in particolare la European Cement Association (CEMBUREAU) e il Global Cement and Concrete Association (GCCA) stanno studiando ormai da diverso tempo come poter affrontare il problema in maniera strutturale, attuando politiche integrate, in collaborazione con i maggiori player del settore a livello mondiale.

L’obiettivo dichiarato da GCCA è quello del “Net Zero” nelle emissioni di CO₂ cioè, raggiungere zero emissioni nella produzione di calcestruzzo entro il 2050. Ma come?

Ci sono vari campi su cui le istituzioni del settore vogliono agire e per questo hanno creato una roadmap che illustra i vari punti di attività.
Nello specifico, si parla di migliorare il design dei macchinari di produzione così come il processo per limitare il più possibile le emissioni; oppure limitare l’uso di clinker (il componente più emissivo del cemento) oltre a risparmiare sull’energia elettrica. Il dato più significativo però, è che quasi il 40% delle azioni che permetterebbero di arrivare ad un annullamento delle emissioni è rappresentato dal CCUS (Carbon Capture, Utilization, and Storage), ovvero la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio dell’anidride carbonica.
Il CCUS è un insieme di tecnologie volte a catturare la CO₂ derivante da processi industriali per utilizzarla in nuovi e diversi processi o per immagazzinarla per in modo permanente.

La sfida è ovviamente ardua, ambiziosa e non priva di ostacoli: molte delle tecnologie sono in via di sviluppo o non ancora pronte, e le applicazioni sono a livello di ricerca. Inoltre, dal punto di vista economico, che non è assolutamente trascurabile, l’anidride carbonica è ancora vista come uno scarto piuttosto che come una risorsa e quindi molti studi, nonostante i notevoli progressi, restano onerosi e poco scalabili.
Ciò non toglie che siano presenti un numero significativo di progetti in corso che hanno il nobile scopo di riuscire a contribuire a questa impresa.

In quale modo il calcestruzzo potrebbe essere la soluzione permanente all’abbassamento delle emissioni?

Come spesso accade, la risposta si nasconde nella domanda. La sequestrazione di anidride carbonica nel calcestruzzo permetterebbe di bloccare per secoli o millenni l’inquinante ed evitarne l’espansione in atmosfera.

Attraverso il processo di carbonatazione, la CO₂ reagisce con gli ioni di calcio presenti nel materiale, formando carbonato di calcio (CaCO₃), un minerale stabile che intrappola la CO₂ stabilmente. Il vantaggio di questo processo è duplice: oltre a catturare la Co₂ in modo permanente, avviene il miglioramento delle proprietà meccaniche del calcestruzzo, grazie alla formazione di nuovi cristalli minerali che ne aumentano la resistenza e la durabilità.

In che modo SIMEM sta contribuendo alla ricerca per abbattere le emissioni di anidride carbonica?

In Simem, si sta cercando però di fare un passo in più: accelerare il processo ed aumentare i volumi di anidride carbonica catturata.
Grazie, infatti, al know-how maturato in decenni nel settore e a tecnologie specifiche, Simem sta lavorando partendo da una boiacca (cemento + acqua + CO₂) a cui vengono aggiunti gli aggregati. Questo ordine di mescolazione risulta più efficiente rispetto al limitarsi ad aggiungere la CO₂ nel mescolatore nella fase finale, consentendo la formazione di un maggior numero di legami chimici per unità di tempo.
Inoltre, il processo avviene in un sistema sigillato per annullare le dispersioni in ambiente, e consentire al tempo stesso un controllo preciso e misurabile.

I test preliminari hanno fornito risultati eccellenti e molto promettenti, spingendoci ad intensificare gli sforzi e le risorse per sostenere ulteriormente la ricerca. Inoltre, Simem ha depositato i brevetti industriali per tutelare le soluzioni oggetto di studio e consolidare la propria posizione di avanguardia nel settore.

Conclusioni:

La sfida chiave per i prossimi anni nel settore delle costruzioni sarà quella di ridurre le emissioni senza rinunciare a qualità, performance e sicurezza.
Riuscire a ridurre le emissioni tramite nuovi strumenti deve essere affiancato dall’investire in ricerca e sviluppo per creare soluzioni integrate nel sistema che si occupino di catturare e gestire la CO₂ emessa.
Innovazioni come quelle sviluppate da Simem dimostrano che è possibile trasformare il calcestruzzo da fonte di emissioni a strumento di sostenibilità, contribuendo in modo concreto alla transizione verso un’edilizia a impatto zero.

SIMEM per la nuova diga foranea di Genova

PER GENOVA BREAKWATER: SIMEM ALLEATO STRATEGICO PER LA REALIZZAZIONE DELLA DIGA FORANEA PIÙ PROFONDA D’ERUOPA

Fondali profondi fino a 50 metri, 6 chilometri di lunghezza totali e 34 mila colonne di ghiaia. Sono solo alcune cifre incredibili del megaprogetto che, da qualche mese, sta prendendo forma in Italia, precisamente presso i cantieri del porto di Genova.

La nuova diga foranea di Genova rappresenta un progetto ingegneristico ambizioso e innovativo che farà diventare la storica città portuale un hub di riferimento per il commercio del Mar Mediterraneo e di tutta Europa. Una volta completata, la diga foranea permetterà l’ingresso nel porto anche delle grandi navi portacontainer, lunghe oltre 400 metri e larghe fino a 60, e delle navi da crociera “World Class”. Un salto di qualità non solo per la Liguria, ma per l’intero sistema commerciale italiano.

Sono necessari più di 100 cassoni per il completamento della diga: un grande puzzle sospeso sul Mar Ligure

Affidato al consorzio PerGenova Breakwater (40% WeBuild, 25% Fincantieri, 25% Fincosit, 10% SIDRA), il progetto prevede la lavorazione dei componenti della diga completamente offshore cioè in mare aperto, permettendo il normale svolgimento delle attività portuali.
La diga è costituita dai cosiddetti cassoni: strutture immense, alte come un palazzo di 10 piani, realizzate con calcestruzzo prefabbricato tramite stampi. Una volta completati, i cassoni vengono trasportati in mare aperto e fatti affondare fino a più di 50 metri di profondità: qui vengono riempiti con ghisa (in parte recuperata dalle macerie della vecchia diga) e completate direttamente in loco tramite un “tappo” di chiusura sul quale viene fissato un paraonde, il tutto in calcestruzzo.
Un vero megaprogetto, che prevede più di 250 persone all’opera: basti pensare che un cassone per essere completato richiede fino a 20 giorni e la realizzazione della diga foranea ne prevede più di 100.

La combinazione vincente di SIMEM: impianti super mobili e soluzioni ad hoc

Impianti super mobili MMX per ottimizzare tempi di installazione e spazi ristretti
Simem è stato scelto come fornitore di impianti per la produzione di calcestruzzo da Heidelberg Materials, che sta portando avanti le attività dei cantieri di Vado Ligure e Porto San Giorgio.
Presso Vado Ligure sono stati già installati tre impianti super-mobili MMX, con una produzione fino a 130 metri cubi/ora di calcestruzzo che andranno a foraggiare la costruzione dei cassoni prefabbricati. Gli impianti MMX sono caratterizzati da elevata mobilità, progettati per un’installazione rapida con lo scopo di diminuire le tempistiche di montaggio e collaudo.

La produzione di calcestruzzo per i cassoni durerà circa quattro anni: una volta terminata, il cliente potrà spostare facilmente gli impianti MMX in altri cantieri del mondo, ottimizzando l’investimento iniziale.
I tre impianti sono equipaggiati con mescolatore a doppio asse MSO 5000 con output da 3.3 m3 e dispongono di un sistema di lubrificazione integrato che permette un funzionamento continuo senza frizioni. La resistenza degli elementi è il punto di forza: la vasca è dotata di rivestimenti laterali in acciaio inossidabile. I bracci di mescolazione sono forgiati in ghisa e bullonati direttamente sull’albero mentre le pale sono prodotte sempre in ghisa peuna mescolazione e resistenza all’usura e per garantire un mescolazione omogenea in ogni momento.
I mescolatori sono dotati di un sistema di sicurezza in linea con le più recenti normative CE: le porte di ispezione possono essere aperte solo dopo aver spento i motori per garantire la massima sicurezza operativa.
Infine, i tre MMX sono dotati di un gruppo aggregati tipo NEXSUS MASTER, con 4 scomparti con stoccaggio di 160 m3. Anche in questo caso, resistenza e precisione sono i punti chiave su cui Simem continua a investire: doppie bocchette dosatrici zincate, rivestimento della tramoggia di pesatura con piastre di protezione imbullonate, celle di carico in acciaio inox.

Soluzioni custom SIMEM: da sempre un punto di forza che unisce know-how e adattabilità

Presso il cantiere di San Giorgio del Porto sono in fase di allestimento due impianti progettati ad-hoc, completi di sistema per il riciclaggio delle acque di lavaggio dei mescolatori. Particolarità di questi impianti è la loro location: sono infatti posizionati direttamente sulla barge. Gli impianti si sposteranno e allo stesso tempo getteranno calcestruzzo seguendo tutta la lunghezza della diga. In questo modo verranno costruiti direttamente sul cassone la sovrastruttura e il paraonde.
Gli impianti sono dotati di mescolatore doppio asse RHYNO 4000 con resa in calcestruzzo 100 mc/h con sistema integrato di lubrificazione automatica e, anche in questo caso, rivestimenti antiusura.
Anche questi due impianti sono alimentati tramite gruppo inerti Nexus MASTER, il più capiente della gamma, con telaio imbullonato espandibile.

Un calcestruzzo di qualità, durevole e all’altezza dei progetti che plasmeranno il mondo di domani

Gli impianti Simem sono pensati e progettati per facilitare sia le operazioni di installazione e montaggio sia le attività di manutenzione. Nel concreto questo si traduce con accesso facilitato ai vari componenti grazie ad impalcature e livelli dedicati, un sistema di automazione integrato, elementi sensibili protetti da intemperie, salinità e sporco.
Lo scopo, da più di 60 anni, è sempre lo stesso: permettere ai produttori e costruttori di avere un impianto resistente per i prossimi decenni e che produca un calcestruzzo di qualità, dal primo all’ultimo metro quadro.

Simem, grazie all’impegno costante nella ricerca sia delle migliori tecnologie per la costruzione sia negli applicativi dedicati, riesce ad esprimere il meglio di questo settore, aiutando i propri clienti a completare opere che plasmeranno il mondo del domani. Con questa opera, Genova si prepara a diventare un simbolo dell’ingegneria marittima europea, grazie anche al contributo tecnologico di Simem.

INCONTRIAMOCI AL BAUMA!

Anche quest’anno Simem conferma la sua partecipazione al Bauma 2025.

Non vediamo l’ora di incontrare vecchi e nuovi clienti, partners e visitatori al nostro stand per confermare vecchie amicizie e crearne di nuove, ma soprattutto per farvi conoscere le novità del mondo Simem!
Vi aspettiamo al Bauma a Monaco, dal 7 al 13 Aprile 2025!
Area esterna: FM709/9
Area interna: C1/439

Impainto di betonaggio EAGLE 5000

Un bellissimo impianto di betonaggio Eagle 5000 è pronto per produrre 290 mila metri cubi di calcestruzzo che verranno usati per costruire la diga di Cumbidanovu in Sardegna.
Il serbatoio della diga conterrà circa 10 milioni di metri cubici di acqua che verrà utilizzata principalmente per la distribuzione in agricoltura e, in parte, anche per uso industriale e per la produzione di elettricità.
Orgogliosi di far parte di questo progetto strategico per il paese!

ECOMONDO 2024: CHE ESPERIENZA!

La fiera Ecomondo è stata fonte di grande ispirazione: abbiamo avuto l’occasione di incontrare molti clienti e creare nuove connessioni!

In particolare, anche quest’anno, abbiamo presentato il progetto innovativo di GreenLife4Seas all’expo italiana sull’economia circolare; in collaborazione con il Politecnico di Bari vogliamo promuovere la ricerca e lo sviluppo per il riutilizzo delle risorse di scarto e, così facendo, promuovere uno sviluppo più sostenibile anche nel settore delle costruzioni!

XVI CONGRESSO NAZIONALE ASSOBETON

Simem è stata sponsor principale del XVIesimo congresso nazionale ASSOBETON: l’evento si è tenuto presso la bellissima Villa Quaranta a Pescantina (Verona) e ha rappresentato un’occasione per riflettere e discutere su temi quali il futuro del prefabbricato, infrastrutture e sostenibilità nel settore delle costruzioni.

Ringraziamo ASSOBETON e la rivista INGENIO per l’ospitalità

MMX – Genova

Impianto MMX entra completamente in funzione al porto di Genova

L’installazione è stata completata con il sistema di riciclo dell’acqua – Betonwash e Waterwash – e ora l’impianto è pienamente operativo in uno dei porti più belli d’Italia!
Come potete vedere, MMX riesce a produrre una notevole quantità di calcestruzzo di qualità anche in situazioni logistiche molto impegnative.