Qualità del calcestruzzo: perché mescolatore e impianto fanno la differenza

Il calcestruzzo secondo la norma UNI EN 206-1 viene definito come «Materiale formato mescolando cemento, aggregato grosso, fine ed acqua, con o senza introduzione di additivi, aggiunte o fibre, che sviluppa le sue proprietà mediante idratazione».
Vediamo quindi come, il calcestruzzo è ben diverso dal cemento anche se spesso i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile: il cemento è solo una parte di tutto quell’insieme che forma poi il prodotto finale che è il calcestruzzo e che è il vero componente strutturale di costruzioni, abitazioni, strade, ponti etc.

Il calcestruzzo è appunto il risultato di un processo di mescolazione di diversi “ingredienti” come lo potrebbe essere una torta. E proprio come in pasticceria, anche nel mondo delle costruzioni, gli ingredienti devono essere opportunamente preparati, controllati, dosati nelle giuste quantità e nei giusti momenti e mescolati per un preciso intervallo di tempo.

Come in cucina, anche nel nostro campo esistono diversi tipi di ingredienti, di qualità più o meno elevata, la quale influisce poi sul risultato finale. E, in egual modo, anche le attrezzature e gli apparecchi che utilizziamo per mescolare i nostri ingredienti influiscono sul risultato finale: pensiamo a quando utilizziamo una vecchia frusta manuale anziché un potente sbattitore elettrico doppia frusta che raggiunge 5 livelli di velocità.

Il mix design: quali elementi compongono il calcestruzzo

I componenti del calcestruzzo sono i seguenti.

  • ACQUA: deve essere sempre sottoposta a prove di idoneità. Può essere anche acqua di risulta da ciclo di lavorazione.
  • AGGREGATI: Naturali o riciclati, sono lo scheletro del calcestruzzo e sono costituiti da elementi lapidei ottenuti per trasformazione di ammassi rocciosi a seguito di processi naturali o artificiali
  • CEMENTO: è a sua volta composto da più elementi in particolare il clinker che è anche uno degli elementi più energivori da produrre.
  • ADDITIVI: liquidi o in polvere, vengono utilizzati per una maggiore lavorabilità o resistenza al calcestruzzo
  • AGGIUNTE: ceneri volanti, fumi di silice
  • FIBRE: in acciaio o sintetiche

Come influisce la qualità del mescolatore nel processo di produzione del calcestruzzo?

Il mescolatore, in SIMEM lo diciamo sempre, è il cuore dell’impianto di betonaggio: la qualità della mescolazione incide direttamente su omogeneità, resistenza e durabilità del calcestruzzo. Per questo è fondamentale tenere conto di diverse caratteristiche quando si decide di acquistare un mescolatore, sia esso planetario o a doppio-asse.

Resistenza: i componenti devono avere un certo grado di resistenza per sopportare i cicli di lavoro e la continua usura dovuta al contatto con materiale umido. Per questo i mescolatori SIMEM sono sempre rivestiti internamente di piastre anti-usura altamente resistenti e soprattutto facili da sostituire in fase di manutenzione.
Tecnica di mescolazione: grazie ad una collaborazione con centri di ricerca e Università, Simem ha studiato approfonditamente la dinamica dei fluidi per creare le palette Dyna-flow, appositamente create per una migliore mescolazione
Manutenzione: le piastre interne antiusura sono facilmente removibili e sostituibili così come le palette che sono bullonate singolarmente agli alberi. Sportelli di accesso e di ispezione sono poi fondamentali per una visione chiara ed immediata dell’interno del mescolatore.
In particolare, nel modello doppio-asse Rhyno, un sistema tiltante dà accesso al locale motori, quello più delicato ed importante.

Non avere una meccanica affidabile significa incorrere quasi sicuramente in problematiche potenziali come: aria nell’impasto, materiale non omogeneo e quindi formazione di grumi o addirittura uno scarico non completo del materiale.
Di conseguenza, questo comporta scarsa qualità della materia finale che verrà scartata e soprattutto comporterà un danno economico all’imprenditore.

Quali altri elementi dell’impianto contribuiscono in maniera significativa alla qualità del calcestruzzo?

Oltre al mescolatore, ci sono altri elementi che contribuiscono al corretto funzionamento di un impianto di betonaggio. Proprio come un cuore necessita degli altri organi per funzionare così anche il mescolatore fa affidamento su altri elementi.

Tramogge ricevimento inerti: indipendentemente dalla capacità, l’importante è evitare la contaminazione dei materiali
Sensoristica: il controllo della temperatura e del livello di umidità sono fondamentali per tenere sotto controllo i tempi di asciugatura ed evitare crepe da sbalzo termico
Dosaggio: bilance precise assicurano dosaggi precisi. Gli impianti Simem riescono ad essere estremamente precisi, con una percentuale di errore sotto l’1%; questo grazie a decenni di studi, prove e
Layout: non solo estetica ma anche ordine e precisione. La disposizione di un impianto nello spazio è uno dei punti fondamentali e deve tener conto di operatività, accesso per la manutenzione, capacità produttiva.
Automazione: se il mescolatore è il cuore allora il sistema di automazione è il “cervello” dell’impianto. È fondamentale per l’operatore avere la possibilità di lavorare in maniera flessibile mantenendo però il controllo della ricetta, dei tempi di dosaggio e mescolazione.

Conclusioni: è una questione di sinergia

In un impianto di betonaggio, ogni componente contribuisce alla qualità del calcestruzzo, ma è la sinergia tra mescolatore, controllo e progettazione dell’impianto a fare la differenza.
Affidarsi a soluzioni tecnologicamente avanzate significa garantire performance costanti, ridurre gli sprechi e aumentare la competitività.

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